Dopo le interviste, è utile avere anche a disposizioni alcune citazioni essenziali e che non richiedono commento:
"In quanto la vita del singolo individuo civilizzato è inserita nel progresso infinito, per il suo stesso significato immanente non può avere alcun termine. C'è infatti sempre un ulteriore progresso da compiere per chi c'e' dentro, per cui nessuno muore dopo essere giunto al culmine, che è situato all'infinito. Abramo, o un qualsiasi contadino dei tempi antico moriva "vecchio e sazio di vita" perché si trovava nell'ambito della vita organica, perché la sua vita, anche per il suo significato, alla sera della sua giornata, gli aveva portato ciò che poteva offrirgli, perché non rimanevano per lui enigmi da risolvere ed egli poteva perciò averne "abbastanza". Ma un uomo incivilito, il quale partecipa all'arricchimento della civiltà in idee, conoscenze, problemi, può divenire "stanco di vita" ma non "sazio". Di ciò che la vita dello spirito sempre nuovamente produce egli coglie soltanto la minima parte, e sempre qualcosa di transeunte e mai definitivo: quindi la morte è per lui un accadimento assurdo. Ed essendo la morte priva di senso, lo è anche la vita civile come tale, in quanto, appunto con la sia assurda progressività, fa delle morte un assurdo".
Max Weber, citato da Umberto Galimerti in "Il corpo".