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Oggi a Senigallia ci sarà l’ultimo saluto a Franco Di Stanislao, una persona cui la sanità pubblica italiana e delle Marche debbono moltissimo. A partire da questo blog che, chiuso per lavori (quelli di Remo) alcuni anni fa, ha nella sua copertina quella espressione che fu proprio Franco (che Remo chiama il prof, ma qui sarà per tutti e due Franco) a farci conoscere e che campeggiava in un quadretto dietro la sua scrivania all’Università: “In God we trust; all others must bring data”. Ovvero: “a Dio diamo fiducia, ma da tutti gli altri ci aspettiamo dati”. Abbiamo scoperto che vendono persino delle felpe con questo aforisma.

Il debito della sanità pubblica marchigiana nei confronti di Franco, dicevamo, è altissimo. Il primo e più importante motivo che giustifica questa affermazione è che Franco ha contribuito a modellare una nuova cultura nei professionisti e in particolare negli specialisti in Igiene e Medicina Preventiva che ha formato all’Università e nelle tante iniziative promosse da Direttore della Agenzia Regionale Sanitaria. Nel suo lavoro di docente e di infaticabile promotore di iniziative formative Franco ha soffiato nel pallone della sanità pubblica marchigiana facendolo crescere e volare. Nella attività formativa Franco metteva competenza, passione e metodo. Tutto questo rendeva i suoi insegnamenti capaci di arrivare alla testa e al cuore di chi partecipava spesso in modo attivo alle iniziative formative che organizzava. E quindi la sanità pubblica delle Marche hanno avuto grazie a Franco una iniezione fondamentale di dirigenti e professionisti in grado di farla crescere migliore. Ma lo stesso è avvenuto anche in Piemonte (dove Franco ha lavorato all’Università) e in Abruzzo (terra adorata e odiata, ma di questo oggi non parliamo) e non ha riguardato solo i medici.

Di questa impronta data da Franco alla cultura e quindi alla vita professionale di tantissime persone è testimonianza il contenuto di un gran numero di commenti ai post che nei social questi giorni sono dedicati a Franco. Ne riporteremo alcuni in fondo a questo post.

Il lascito di Franco non è solo culturale, ma anche di “fatti” e quindi di progetti realizzati da Direttore della Agenzia. A lui si devono tra l’altro  la normativa sulla autorizzazione e l’accreditamento, tra le prime in Italia, un forte investimento sui distretti e la introduzione dei profili di assistenza, altrimenti noti come PDTA, come strumento di sistema. Di questa sua impostazione innovativa sono testimonianza anche i due Piani Socio-Sanitari che ha scritto e che in questo blog sono scaricabili dall’area sulla normativa: il Piano 1998 e quello 2003-2006. Il secondo andrebbe riletto da tutti e nel leggerlo risulta subito chiaro il suo livello di modernità e la profondità della cultura che esprime.

E ora “in cauda venenum”, come dicevano i latini. In coda dunque qualche considerazione, magari non proprio velenosa, ma certamente amara. Quanto rimane del patrimonio che Franco ha regalato alla nostra sanità pubblica? Certamente molto meno di quello che sarebbe servito e a tutt’oggi servirebbe. Ma ci piace pensare che sotto la cenere che si è sparsa su tanti suoi progetti ci sia ancora della brace viva che magari soffiando si possa riaccendere e prendere fuoco. E quindi un buon modo per ricordare Franco potrebbe essere proprio quello di trovare un modo per soffiarci su quella brace. Ci stiamo già pensando. E adesso un piccolo campione di quello che questi giorni hanno scritto alcune delle persone che, come noi, hanno avuto la fortuna  di incrociare Franco nella loro vita professionale.

Ho avuto l'onore di lavorare a stretto braccio con un professionista sopra le righe, preparato visionario e con un cuore piu' che mai avvolgente...la sanità' pubblica deve solo riflettere!

lo ricordo con tanto affetto, un grande professore a cui devo molto in termini di formazione e di apertura mentale, con il dono dell'ironia e generoso nella condivisione del sapere, saper fare e saper essere...

Che perdita! Gli anni '90 con lui e, grazie a lui, con la professione infermieristica, impegnativi, ma importanti anni di crescita per la professione e per la qualità della sanità delle Marche. Un saluto Professore.

Prof Franco Di Stanislao, che persona a dir poco meravigliosa, ho avuto il piacere e l’onore di lavorare con lui quando veniva in Direzione Sanitaria…. I famosi protocolli operativi … e poi all’università di Economia sono stata sua allieva nella specialistica dei servizi sociali

Grazie Franco per la tua instancabile disponibilità professionale.

Una persona speciale che univa una grande competenza ad un garbo e una gentilezza sempre presenti nei suoi rapporti professionali. Ho avuto il privilegio di percorrere un tratto di strada con lui quando dirigeva l’agenzia sanitaria regionale.

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Una selezione die post di questo blog è ora disponibile come libro su amazon:

Una vita (anzi due) da blogger della sanità:

Ovvero, guida alla lettura delle vicende della sanità marchigiana di ieri (2017-2019) per capire la sanità di oggi e costruire quella di domani

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Sta per iniziare il 2020, un anno importante per la sanità sia nazionale che regionale. Tanto per cominciare tanti auguri e un ringraziamento ai nostri lettori (ci siete ancora sì?).

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Auguriamo ai nostri affezionati lettori (se ce ne sono in giro ancora) i nostri migliori auguri per le festività natalizie e il nuovo anno in arrivo. Molti di quelli che ci leggono avranno trovato sotto l’albero … le mail di Remo, che nel suo nuovo ruolo si muove come Pinocchio nel paese dei balocchi. Tocca tutto e saltella da un gioco all’altro!

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Remo ha da qualche giorno iniziato a svolgere il suo ruolo di Direttore Sanitario (ancorchè “effeeffe”) dell’ASUR. Innanzitutto, bravo Remo e i miei complimenti personali a chi l’ha scelto. Con questo suo nuovo ruolo non è però possibile e (non nascondiamocelo) opportuno continuare a far funzionare il blog. Si tratta comunque di una misura temporanea. Tanto prima o poi imparerò a fare anche da solo …