Da un comunicato stampa giratomi da un amico apprendo che è passata in Commissione la proposta di assegnazione dei nuovi 140 posti letto ospedalieri, di cui abbiamo parlato pochi giorni fa (Alcune considerazioni tecniche per la Commissione che valuterà l'assegnazione dei "nuovi" posti letto (DGR 516/2018). Sottotitolo: ormai la riabilitazione ospedaliera è per ben oltre il 70% erogata da strutture private. Non sarà da ragionarci?).
La proposta era tecnicamente mal motivata con errori veri e propri (mancata distinzione tra lungodegenza e riabilitazione e assegnazione per intero agli acuti dei 50 posti letto per i privati dell’Area Vasta 1 che dovrebbero essere per attività di ortopedia e riabilitazione), omissioni (dove sono i posti letto per il Centro Nemo?) e (a questo punto si può tranquillamente dire) i soliti regali per i privati: i 50 posti letto di cui sopra e i 20 posti letto ospedalieri di riabilitazione cardiologica per Villa Serena al posto di 20 posti letto di cure intermedie (che hanno tariffe più basse e, soprattutto in caso di movimenti societari, un valore di mercato molto più basso). Oltretutto non è stato fatto nemmeno lo sforzo di incartare questi regali con dei dati minimamente convincenti. Le elaborazioni, se mai sono state fatte, sono incomplete e parziali.
Per un commento generale sulla politica sanitaria della Regione rubo una citazione alta:
Nella scienza (leggete: nella politica sanitaria), come nella vita, vige il metodo dell’apprendimento per prove ed errori, cioè di apprendimento dagli errori. L’ameba ed Einstein procedono allo stesso modo: per tentativi ed errori e la sola differenza rilevabile nella logica che guida le loro azioni è data dal fatto che i loro atteggiamenti nei confronti dell’errore sono profondamente diversi. Einstein, infatti, diversamente dall’ameba cerca consapevolmente di fare di tutto, ogni qualvolta gli capiti una nuova soluzione, per coglierla in fallo e di scoprire in essa un errore: egli tratta o si avvicina alle proprie soluzioni criticamente. Egli cioè assume un atteggiamento consapevolmente critico nei confronti delle proprie idee, cosicché mentre l’ameba morirà a causa dei suoi errori, Einstein sopravviverà proprio grazie ai suoi errori.” (Karl Raimund Popper, da Epistemologia, razionalità e libertà, 1972)