Parliamoci chiaro subito: quella del titolo è una disciplina che ha regole impegnative e difficili. Quindi qualcuna non me la ricordo bene (tipo quando da italiano cerchi di capire il baseball o il football americano). La disciplina però mi appassiona perché la praticano tante persone con cui ho collaborato lavorando in sanità e quindi mi piaceva descrivere le loro fatiche che non tutti (ri)conoscono.
Innanzitutto la disciplina in cosa consiste: si tratta di fare in modo che tutti i Dipartimenti e le Unità Operative di una Azienda o di una sua componente complessa (facciamo conto l’ospedale, anzi per semplificare ancora di più i reparti di un ospedale) abbiano il personale di assistenza (ancora per semplicità: infermieri ed OSS) necessario per la copertura dei turni) e cioè il numero di operatori necessario in ogni fascia oraria per garantire le attività previste. Apparentemente la disciplina non è difficile: basta vedere quanto personale serve, “farselo dare” da quella che per comodità e consuetudine chiamiamo “Amministrazione” e poi assegnarlo alle varie Unità Operative (UUOO) garantendone la tempestiva sostituzione. Punto.
Chi sono i principali praticanti della disciplina: i dirigenti dei dipartimenti delle professioni, che nelle varie realtà Aziendali assumono terminologie diverse (cui possono corrispondere anche inquadramenti amministrativi pure diversi compresa la parte economica, ma questo è un altro discorso). A seconda delle situazioni questo dirigente ha un team a sua disposizione che lo supporta nella pratica (che vedremo poi quanto possa essere dura) della disciplina.
Vediamo le principali attività in cui si articola la disciplina. Cominciamo dalla definizione della pianta organica, cioè dal concordare con la Amministrazione quanto è il personale che serve per garantire i turni. Questa attività prevede di utilizzare alcuni parametri (standard) di riferimento relativi alla complessità dei casi trattati ed al loro numero in base ai posti letto. L’ideale sarebbe avere una metodologia di calcolo formalmente approvata dalla Regione ed inserita nei Manuali di Autorizzazione. Certo questa è una fase delicatissima: una adeguata quantità di personale influisce sui risultati (esiti) della assistenza in termini ad esempio di incidenza delle lesioni da decubito e (in alcuni casi come le terapie intensive) anche di mortalità. Purtroppo su questo la Regione non dà indicazioni e quelle del Manuale di Autorizzazione meglio lasciarle perdere. E quindi il Dirigente Infermieristico (chiamiamolo così) se la deve vedere con la sua Amministrazione che ha i suoi problemi che sono i vincoli posti dalla Regione in termini di tetti di spesa del personale e la necessità di rendere compatibile gli organici dei reparti con quelli complessivi dell’Azienda. Il tutto va concordato con i Sindacati ed approvato dalla Regione. Se hai la Pianta Organica puoi passare alle fasi successive, ma te la devi sudare.
Adesso che c’è la Pianta Organica la devi utilizzare per assumere quelli che ti mancano e che ti vengono progressivamente a mancare. Sì perché la gente va in pensione e si trasferisce e quindi tu (con i Dirigenti infermieristici ormai nel prosieguo del post passo al tu) devi avere due cose almeno: l’autorizzazione all’assunzione e delle graduatorie utili. L’autorizzazione all’assunzione dipende da atti (determine) della tua Amministrazione che la Regione deve approvare: il Programma Triennale del Fabbisogno e il Piano Assunzioni di quell’anno. Ho provato a tracciare un po’ di determine aziendali di questo tipo per vedere che fine fanno in Regione. Diciamo che per arrivare all’approvazione di quello che ti interessa (il Piano Assunzioni di quell’anno) di tempo ce ne mette la tua Amministrazione a forza di integrazioni richieste perché la Regione lo autorizzi (cominci ad esempio tra fine inverno-inizio primavera e finisci a inizio autunno).
E adesso ci servono le graduatorie e quindi ci serve fare i Concorsi! Avete idea di cosa sia un Concorso per Infermieri? Puoi usare anche le graduatorie degli altri (se ci sono). Ma quando chiami devi dire se chiami a tempo determinato o indeterminato e se non hai il Piano Assunzioni approvato puoi chiamare solo per incarichi a tempo determinato e allora vengono in pochi e quelli che vengono magari lasciano un altro Ente delle Marche così che dentro il sistema i problemi rimangono.
C’è anche una possibile strada: la mobilità (gente che va, gente che viene). Qui c’è un corollario della Legge di Murphy per la sanità: quelli che se ne vanno sono sempre di più di quelli che vengono!
E poi ci sono i tempi delle sostituzioni. Se non le pianifichi e la tua Amministrazione non parte per tempo ci sarà un periodo abbastanza lungo in cui quel posto sarà scoperto (altro corollario della Legge di Murphy della sanità: i tempi previsti per una sostituzione sono almeno il doppio di quelli che avevi preventivato).
E arriva l’estate e devi dare le ferie. Però magari i bisogni non diminuiscono e i giornali già a maggio chiedono se si riducono i posti letto e quando. Tu non li vorresti ridurre e meno che mai fare accorpamenti (magari strani), ma le ferie? Una cosa è certa: le tue rischi di passarle col cellulare aziendale sempre acceso e senza poterti allontanare più di tanto dall’ombrellone!
In tutto questo il Dirigente infermieristico (e, quando ci sarà, il Dipartimento delle professioni) vuole fare altro oltre che garantire i turni. Perché si vuole occupare (e fino a che può lo fa) di qualità ed organizzazione che vogliono dire formazione, formulazione di obiettivi e loro verifica e gestione del cambiamento attraverso progettualità interprofessionali. Sennò bastava il vecchio Ufficio turni con relativo Capo Servizio della Direzione Medica.
Nelle slide di accompagnamento al Piano ce n’è una che dice che il personale della sanità è in significativo aumento. Consiglio alla Regione una rapida riunioncina con chi si occupa di queste cose nelle Aziende. Mi sa che l’entusiasmo regionale si smorzerebbe. Compensato in parte dal vedere la soddisfazione dei partecipanti alla riunione stupiti di tanto interesse. In fondo che problema è gestire i turni e dare le ferie?
PS Mi scuso per la irritualità del post e per gli errori nella ricostruzione del percorso degli atti. Questa è un’altra disciplina: la acquisizione delle risorse umane nelle Aziende Sanitarie. Se qualcuno mi aiuta posso descriverla meglio.