Per leggere i numeri ci vuole pazienza: il caso della mobilità sanitaria (che, per inciso, nel 2017 è andata decisamente peggio che nel 2016)
- Scritto da Claudio Maria Maffei

Periodicamente vengono fuori considerazioni politiche sull’andamento della mobilità sanitaria che derivano da una lettura dei dati sbagliata o, meglio ancora, incomprensibilmente sbagliata. I dati sulla mobilità vengono riportati in tabelle approvate dalla Conferenza dei Presidenti – Presidenti che le dovrebbero conoscere bene, si presume - e allora vederli mal riportati in Comunicati stampa della Regione ti fa chiedere da cosa dipenda questa lettura sbagliata. Propendiamo per una causa legata alla troppo fretta di dire che i dati di mobilità dimostrano che le cose vanno meglio grazie agli investimenti fatti su tecnologie e personale. Anche se poi i dati dicono altro. E allora vediamoli questi dati (ufficiali, lo ricordo ancora). Io cercherò di aiutarne la comprensione, ma ci vuole un po’ di pazienza ed attenzione. Di solito, purtroppo, superiore a quelle richieste dalla lettura di un comunicato stampa.
Se questa pazienza non ce l'avete vi do subito il dato finale: nel 2017 il saldo negativo di mobilità effettivo a carico del Servizio Pubblico è aumentato nelle Marche di 6 milioni di euro rispetto al 2016. Se invece avete un po' di pazienza e vi volete rendere conto di come si arrivi a questo dato mettetevi comodi e andate avanti.
Col project financing per la costruzione degli ospedali i conti tornano (o meglio torneranno)?
- Scritto da Claudio Maria Maffei

Ovviamente non conosco la risposta, ma posso dare una mano a chi abbia voglia di farsi una idea. Idea che mi farò io stesso scrivendo questo post. Un buon punto di partenza è la esperienza della Regione Toscana che ha costruito 4 ospedali contemporaneamente col project financing. Per aiutare la comprensione del problema utilizzerò il punto di vista sia dei “nemici” del project financing (il blog di Salute Internazionale) e sia quello di chi lo difende (la Regione Toscana ovviamente).
La (non) trasparenza della sanità marchigiana: il caso degli Ospedali Unici e quello dei rapporti con il Ministero
- Scritto da Claudio Maria Maffei

La trasparenza è sicuramente una delle dimensioni che le pubbliche amministrazioni dovrebbero presidiare con maggiore attenzione. Ci sono infiniti riferimenti normativi e culturali, ma mi limito a rimandare ad un documento della Camera (quella Camera!). I principi alla base della teoria e della pratica della trasparenza dovrebbero essere (parole mie) quelli di mettere in condizione i cittadini e le loro diverse forme di espressione di essere informati rispetto ai processi decisionali più significativi. In questo i modo i cittadini e chi li rappresenta possono vigilare e partecipare all’azione di tutela (nel nostro caso) della salute pubblica. In molti casi solo con la trasparenza si possono spiegare i cambiamenti che si intendono adottare e farli accettare perlomeno alla maggioranza degli interessati, siano essi cittadini (e loro associazioni) o operatori ( e loro associazioni).
Pillola CREA: futuro (?) demografico delle Marche
- Scritto da Remo Appignanesi

Dal 14° Rapporto CREA (Consorzio Universitario per la Ricerca Economica Applicata in sanità) (pubblicato nel dicembre 2018):
Cosa dicono di noi: le Marche nel 14esimo Rapporto Sanità del CREA (Edizione 2018)

Il 14° Rapporto CREA (Consorzio Universitario per la Ricerca Economica Applicata in sanità) (pubblicato nel dicembre 2018) oltre ad una analisi di singoli fenomeni correlati alla salute della popolazione, che analizzeremo più in avanti in dettaglio, offre anche una visione di sintesi delle Regioni. Ecco una sintesi dei dati della Regione Marche distinti tra quelli "che vanno bene" e "quelli che vanno male" rispetto al dato medio nazionale:
Cosa va bene (in ordine decrescente di differenziale positivo con il dato medio nazionale):
Quota famiglie soggette a spese sanitarie catastrofiche (%)
Quota famiglie impoverite (%)
Quota famiglie con disagio economico per spese sanitarie (%)
Giorni perduti pro-capite per mortalità evitabile (0-74 anni)
Fumatori adulti 18-69 anni (%)
Spesa sanitaria totale pro-capite standardizzata (€)
Ospiti dei presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari (per 100.000 residenti)
Interventi per frattura di femore effettuati in strutture con intervento entro 48h (%)
Speranza di vita a 65 anni senza limitazioni nelle attività quotidiane (anni)
Persone dimesse vive non al domicilio (%)
Speranza di vita alla nascita (anni)
Decessi (rispetto al benchmark Italia) a 30 giorni per Infarto Miocardico Acuto (per 100 abitanti)
Cosa va male (in ordine crescente di differenziale negativo con il dato medio nazionale):
Tasso di ospedalizzazione std acuti ordinari (per 1.000 abitanti)
Spesa farmaceutica totale pro-capite (€)
Speranza di vita in buona salute (anni)
Eccesso ponderale nei bambini di 8-9 anni (%)
Coperture vaccinali contro l’influenza nell’anziano over 65 (%)
Quota di beneficiari di indennità di accompagnamento sulla popolazione over 65
Quota di persone over 65 che ha fatto ricorso all’assistenza domiciliare (%)
Persone molto soddisfatte dell’assisistenza medica ed infermieristica e dei servizi ASL (%)
Particolarmente preoccupante è sicuramente il dato sull'eccesso ponderale nei bambini e la bassa copertura vaccinale degli anziani. L'indicatore cui la nostra Regione dovrebbe guardare con più preoccupazione è quello sulla soddisfazione degli utenti: la proporzione delle persone molto soddisfatte è decisamente più bassa della media nazionale. Di seguito la figura con la rappresentazione grafica dei dati migliori e peggiori delle Marche assieme alla spiegazione che il Rapporto CREA dà della modalità di rappresentazione grafica dei dati.
Leggi tutto: Cosa dicono di noi: le Marche nel 14esimo Rapporto Sanità del CREA (Edizione 2018)
Il DM 70/2015 (confidenzialmente Decreto Balduzzi) come opportunità e non come precetto: suggerimenti per il suo miglior utilizzo (qualunque sia la vostra posizione sugli ospedali unici e tutto il resto)
- Scritto da Claudio Maria Maffei

Questo post dal titolo alla Lina Wertmuller non è nè contro né a favore di un tipo di rete ospedaliera o di un’altra. In particolare non è né a favore né contro gli ospedali unici rispetto al mantenimento degli ospedali attuali. E’ a favore di un metodo di ragionamento che non stiracchi a proprio favore il Decreto Balduzzi per difendere scelte – qualunque esse siano – fatte senza tenere conto di tutte le variabili in gioco. Dentro un ragionamento serio fatto sulla base di dati e di criteri razionali sul piano tecnico ci può stare in teoria tutto. Anche quelle posizioni – spesso di segno opposto – che occupano ogni giorno le rassegne stampa sulla sanità marchigiana. Ma solo dentro un ragionamento serio che ancora si deve a mio parere sviluppare. A proposito: una razionalità politica non esiste se non supportata da una solida razionalità tecnica.
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