Documento strategico di indirizzo per la gestione integrata dell’insufficienza respiratoria

I primi giorni di agosto il Ministero della salute ha pubblicato il "Documento strategico di indirizzo per la gestione integrata dell’insufficienza respiratoria" sviluppato nell'ambito del Global Alliance against Chronic Respiratory Diseases dell'Organizzazione mondiale della sanità, alla quale l'Italia aderisce.
Il documento approfondisce i percorsi di gestione della insufficienza respiratoria evidenziando gli attori delle diverse fasi fino all'apporto delle cure palliative: sarebbe interessante che sulla base di questo documento si aprisse un confronto sulla gestione del paziente con insufficienza respiratoria nella nostra regione. Si aprirebbe un confronto più vicino ai problemi dei marchigiani degli infiniti dibattiti centrati sui mattoni...
Un diagramma per leggere la politica
- Scritto da Remo Appignanesi

Ho già segnalato il volume di Alberto Mingardi "La verità, vi prego, sul neoliberismo": capire alcune dinamiche profonde è davvero complesso ma poi ci sono schemi che consentono una visione di sintesi come “il diagramma di Nolan”, tradotto e commentato nel libro...
Ve le diamo noi le Marche (dell’interno): bozza in attesa del vostro contributo
- Scritto da Claudio Maria Maffei

Alcuni mi chiedono “Ma nelle Marche cosa c’è da vedere?”. Molti di più sono quelli a cui io vorrei dire cosa c’è da vedere, fare e mangiare nelle Marche. Sono partito da un appunto scritto per un amico che le sta attraversando in camper privilegiando l’interno. Venendo da Bologna gli ho incluso il mio adorato Montefeltro compresa la parte passata alla Emilia-Romagna (ahi che dolor!) e quella toscana. Lì c’è Casteldelci, dove affondano le mie radici familiari.
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Le ultime parole fumose. Che però fumose potrebbero non esserlo se …
- Scritto da Claudio Maria Maffei

E’ risaputa la tendenza in tutti i mondi a usare parole ed espressioni apparentemente ricche di significato, ma che - usate spesso in modo così rituale e “vuoto” - finiscono col suscitare (almeno in me) franca irritazione. Ma in certi casi possedere questa capacità apparente di apparire innovativi e ben orientati di questi tempi può aiutare. Ad esempio se si vuole parlare di politica sanitaria e magari cercare consensi. Questo testo che segue vi può aiutare a trovare le parole “giuste” per queste situazioni. E adesso vado con le parole fumose … Con un successivo post riscriverò le stesse cose in versione non fumosa. La differenza? Le parole fumose dicono cosa, ma non perché e come. Se dici anche perché e come diventano una proposta seria.
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Una semplice regola che potrebbe cambiare - di molto - le cose (post vietato ai giornalisti)
- Scritto da Remo Appignanesi

Fonte: Christian Rocca (Chiudete internet, Marsilio)
Nell’epoca della diffusione delle fake news, il compito della stampa non può essere quello di riportare asetticamente dichiarazioni palesemente false. Il dovere civile dei media è quello di dire chiaramente che si tratta di bugie. In questo momento caratterizzato dall’attacco alle fondamenta della democrazia liberale, il sistema dell’informazione non può limitarsi a lottizzare gli spazi a favore di chiunque senta l’urgenza di dire qualcosa, qualunque cosa. Questa non è imparzialità, è capitolazione: quando le cose non sono vere, bisogna dire che non sono vere, anche per guadagnarsi il rispetto dei lettori. Come ha magnificamente sintetizzato un professore dell’Università di Sheffield, «se qualcuno dice che piove e un’altra persona dice che non piove, il compito di un giornalista non è quello di citarli entrambi. Il compito del giornalista è quello di aprire la finestra, guardare fuori e dire qual è la verità»
Ma non ditelo ai giornalisti italiani...
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